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BONIFICA E SMALTIMENTO AMIANTO

Le fasi del processo

1. SOPRALLUOGHI E PREVENTIVI GRATUITI Nel giro di pochi giorni procediamo con una prima ispezione sulla base della quale elaboriamo un preventivo completo di tutte le lavorazioni necessarie al buon esito dell’intervento.
2. BONIFICA AMIANTO Effettuiamo la bonifica della tua copertura in amianto in totale sicurezza e senza pregiudicare l’operatività dell’azienda.
3. NUOVA COPERTURA Ti proponiamo i materiali più idonei per farti Risparmiare sui costi energetici e Garantirti protezione e stabilità nel tempo.

Esperti nella Bonifica, nello Smaltimento e nella Rimozione Amianto/Eternit

Eliminiamo il composto nocivo dalla copertura e lo sostituiamo con materiali più performanti. Come? Attraverso i seguenti Servizi:

Valutazione del rischio amianto e calcolo dell'indice di degrado

Si tratta di un report necessario a chi valuta - professionista o tecnico comunale - se sia arrivato il momento di investire in una bonifica del materiale cancerogeno.

 

È molto rapido e sulla base dei risultati sarà possibile valutare se è sufficiente approntare un necessario Piano di Manutenzione (D.M. Sanità 06.09.1994), o se si rende necessaria la rimozione del materiale nel più breve tempo possibile.

Rivolgiti ad Ekonic per effettuare una valutazione preventiva del rischio attraverso un INDICE DI DEGRADO!

DOMANDE FREQUENTI

Con il termine amianto o asbesto si indica un insieme di minerali presenti in natura composti da silicati idrati di magnesio, ferro ed altri elementi.

I tipi di amianto più diffusi sono 2, ossia il serpentino, chiamato anche crisotilo o amianto bianco, e l'anfibolo che comprende 3 sotto tipologie di amianto quali l'antofillite, la crocidolite (o amianto blu) e l'amosite (o amianto marrone).

La struttura tipica degli amianti è cristallina e fibrosa.

Curiosità: il diametro di una fibra di crisotilo (circa 0,80 μm) è quasi 40 volte inferiore del diametro di un capello umano (40 μm)!. Pensa perciò alla facilità con cui  queste fibre possono penetrare nel nostro organismo.

L'amianto inoltre è molto resistente al calore, ai microorganismi, alle sostanze organiche, all'usura e alla trazione.

Nonostante ciò con il tempo, le sollecitazioni e gli agenti atmosferici può sfaldarsi e liberare nell'ambiente le proprie fibre, diventando così pericoloso per la salute.

L'amianto è stato spesso utilizzato per coperture, guarnizioni, rivestimenti ed altri impieghi.

Con la legge 257 del 1992 è stato vietato il suo utilizzo dal 1994.

Tra Amianto ed Eternit non vi è differenza... però è necessario fare una precisazione.

La parola Amianto fa riferimento al minerale, quindi alla materia prima con cui venivano costruite le coperture, i camini ed altri manufatti.

L'Eternit invece è il nome dato da Ludwig Hatschek che nel 1901 brevettò un composto, il cemento-amianto, rinominandolo “Eternit”.

Da quel momento amianto ed eternit vengono spesso usati come sinonimi.

L'amianto presente in natura o utilizzato nei vari manufatti non è di per sé pericoloso.

Diventa un rischio per la salute quando è degradato.

Cosa succede quindi?

Succede che le fibre della copertura o del manufatto in amianto, vengono liberate nell'aria o nell'acqua (se ad esempio si tratta di tubature) e possono finire così nel nostro organismo.

Cosa provocano se inalate o ingerite?

Le fibre inalate, per esempio, possono permanere nei polmoni per tutta la vita e provocare malattie come l'Asbestosi, il Mesotelioma e varie tipologie di cancro.

Non è piacevole, vero?

Capisci bene come per te e per chi lavora sotto il tuo capannone, e nei paraggi, possa essere deleterio avere una copertura con amianto.

I danni causati dall'esposizione e dalla respirazione di fibre di amianto possono riguardare bronchi, polmoni e pleura, pericardio e peritoneo, e possono portare alla formazione di tumori che si manifestano dopo circa 10/15 anni.

L'amianto per questo motivo è considerato cancerogeno per l'uomo.

Il tumore così causato provoca un'alterazione della struttura del polmone con comparsa di tessuto di tipo fibroso il quale provoca difficoltà respiratorie e diminuzione di ossigeno nel sangue.

Con il tempo la patologia peggiora anche senza l'esposizione e la terapia non porta a guarigione ma allevia solamente i sintomi.

Come vedi la questione amianto non può essere sottovalutata.

Presta molta attenzione perché anche i tuoi familiari possono risentire della presenza di amianto nel luogo di lavoro.

Proteggi te, i tuoi cari ed i tuoi dipendenti.

Se ti è mai capitato di passare per una qualsiasi zona industriale allora quasi sicuramente avrai visto capannoni con amianto.

Buona parte di questi hanno elevate probabilità di avere una copertura e dei manufatti in amianto, se costruiti prima del 1992.

Riconoscere una copertura di questo tipo ad occhio nudo non è semplice.

In generale si può dire che una copertura molto probabilmente è in cemento-amianto se si presenta con una superficie ondulata e di colore grigio scuro.

Per capirlo, il metodo migliore consiste nel far analizzare in laboratorio il materiale della copertura.

La rimozione “fai da te” non è mai consigliata anche se si hanno tutte le idonee attrezzature. Il rischio è sempre presente.

Il consiglio è quindi quello di far eseguire queste operazioni a personale altamente specializzato e con le opportune certificazioni.

L'amianto poi non è detto che sia presente solo sulle coperture, ma lo si può ritrovare anche in cisterne, tubature e caminetti.

Un sopralluogo diventa perciò caldamente consigliato.

Si, sulle vecchie coperture, nei pavimenti, nei vecchi isolamenti, l'amianto è ancora presente nella nostra vita quotidiana.

Pensa infatti che su tutto il territorio nazionale le strutture censite finora sono oltre 370 mila, per un totale di quasi 58 milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.

Impressionante, vero?

In queste 370 mila strutture censite si ritrovano capannoni industriali, edifici privati ma anche edifici pubblici come scuole ed ospedali.

Diventa fondamentale perciò che tutti facciano la loro parte per poter bonificare al meglio le zone contaminate.

 Se vuoi avere una panoramica più dettagliata ti invitiamo a consultare il dossier 2018 di Legambiente “Liberi dall'amianto?”.

L'amianto, oltre che essere presente in natura, lo si può trovare anche in:

- edifici residenziali e capannoni industriali: in particolare coperture, tetti, strutture metalliche, pareti, pavimenti, porte e condotte di areazione, camini, ecc.

- impianti quali, tubazioni, cisterne, caldaie, valvole, stufe ed altri manufatti.

- mezzi ferroviari come carrozze merci e passeggeri, carri frigorifero ecc.

 

È presente anche nell'aria che respiriamo.

Essendo i manufatti costruiti in amianto numerosi e vecchi , col tempo e l'usura rilasciano nell'aria queste fibre, danneggiando chi ci lavora all'interno e chi sta intorno.

Si può dire quindi che è presente praticamente ovunque.

Quando si tratta di amianto è bene, sempre e comunque, non andarci “leggeri”.

Se per esempio la lavastoviglie ti si si rompe quello che puoi fare è ripararla da solo con tutti i rischi del caso (la puoi rompere, puoi farti male ecc.) oppure affidarti ad un tecnico esperto che utilizza gli strumenti idonei alla riparazione.

Nel 99% dei casi sbagli e chiami un tecnico.

Affidandoti ad un esperto riduci sempre i rischi e aumenti i vantaggi.

La stessa cosa dovrebbe e deve avvenire nel caso di informazioni e sopralluoghi per l’amianto.

Il consiglio è quello di richiedere sempre una consulenza ad una ditta esperta in questo settore, che saprà indirizzarti nella scelta migliore in base alla tua specifica situazione.

Vogliamo chiederti una cosa: “Risparmieresti sul casco per la moto di tuo figlio?

Pensa un momento.

Spendere per la tua (e non solo) sicurezza significa fare un investimento sul futuro.

Avere una nuova ed innovativa copertura ti permetterà di rendere il luogo di lavoro più sicurorisparmiare fin da subito sulle bollette, e ridurre drasticamente consumi e inquinamento.

Così facendo potrai avere un’idea su quanto vale il tuo investimento in Salute e Sicurezza.

Gli interventi che possono essere effettuati su un MCA sono i seguenti:

- La Rimozione che prevede l'eliminazione del manufatto attraverso la sua asportazione e successivo smaltimento.

I vantaggi di questo intervento sono quindi una rimozione definitiva dell'amianto e un non più necessario monitoraggio.

 

- L’ Incapsulamento in cui il manufatto viene trattato con prodotti che ricoprono e fortificano il legame delle fibre.

I vantaggi della scelta di questo intervento sono il minor rischio per i lavoratori coinvolti, la riduzione del rischio di rilascio delle fibre, i bassi costi sul breve periodo rispetto alla rimozione e la mancanza di produzione di rifiuti tossici.

 

- Il terzo tipo di intervento viene chiamato Confinamento o Rivestimento.

Con questa tecnica, che sconsigliamo nella maggior parte dei casi, si installa una barriera per isolare il manufatto contenente amianto.

Di solito è utile abbinare a questo intervento anche l'Incapsulamento, per evitare che continui il rilascio delle fibre al suo interno.

I vantaggi dell’accoppiata Confinamento e Incapsulamento sono che l'eventuale rimozione del MCA sarà più agevole, non è necessario installare materiale sostitutivo, si hanno costi contenuti, non si producono rifiuti tossici e gli ambienti dell'edificio senza amianto rimangono protetti.

Se trovi dell'amianto nel tuo edificio puoi decidere di operare da solo acquistando un kit apposito, che solitamente anche i Comuni mettono a disposizione.

Tieni ben presente però che dovrai seguire tutte le procedure ed accortezze previste per legge, e potrai andare incontro a rischi di salute ed eventuali multe se non lo rimuovi e smaltisci correttamente.

Il consiglio che diamo è sempre quello di fare affidamento a chi da anni svolge le operazioni di rimozione e smaltimento amianto, con tutte le attrezzature e strumentazioni necessarie e sopratutto in totale sicurezza per te e per i tuoi dipendenti.

No. Ad oggi non ci sono obblighi di rimozione.

L'importante è tenere monitorato il tettto o la copertura, tramite un piano di controllo e manutenzione.

Prima di rispondere a questa domanda, ti proponiamo il seguente quesito: “butteresti nelle spazzature materiale tossico?

Siamo sicuri che sarai d'accordo con noi nel rispondere: “Assolutamente no!”.

L'amianto ed i materiali composti da esso, devono essere smaltiti in apposite discariche.

Per una visione più specifica delle discariche autorizzate sul territorio nazionale ti invitiamo a consultare il report dell' Inail “Mappatura delle discariche che accettano in Italia i Rifiuti contenenti amianto e loro capacità di smaltimento passate, presenti e future”.

In questa guida troverai alcune informazioni utili sulle discariche presenti in Italia e le caratteristiche che devono avere.

BANDO ISI INAIL AMIANTO

Ti diamo la consulenza di cui hai bisogno per partecipare al Bando ISI INAIL per lo smaltimento dell’amianto e la successiva ricopertura.

Il contributo è pari al 65% dell’investimento e puoi ottenere fino a 130.000 € di finanziamento.

 

A questo bando possono accedere tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.

 

In Ekonic ti possiamo seguire in ogni fase del lavoro! Rivolgiti a noi per avere una consulenza completa.

 

Le fasi del processo

1. VERIFICA DEL PUNTEGGIO Per partecipare al bando è necessario avere una soglia minima di 120 punti. Ci occupiamo della verifica della documentazione per capire se la tua azienda raggiunge tale soglia.
2. INSERIMENTO DEL PROGETTO Nel caso in cui venga raggiunta la soglia minima, predisponiamo la pratica con inserimento dati sul sito INAIL e ci occupiamo della formazione per il Click Day.
3. PERFEZIONAMENTO DELLA PRATICA Se la tua azienda rientra fra i beneficiari, ti offriamo assistenza per la redazione e l'invio della documentazione necessaria.
4. ESECUZIONE DEI LAVORI Con la comoda formula Pratiche + Lavori eseguiamo tutte le operazioni di smaltimento dell’amianto e ricopertura garantendoti continuità e trasparenza in tutte le fasi.
5. RENDICONTAZIONE Ci occupiamo dell'invio della documentazione per l'assegnazione del contributo, controllando l'avanzamento del progetto e la conformità alle regolamentazioni del bando.

DOMANDE FREQUENTI

No. La pratica ha un costo in base alla tua specifica situazione.

Ti ricordiamo inoltre che i costi sono suddivisi nella pratica PRIMA del click day e nelle pratiche DOPO il click day, se passerai nella lista S.

Non puoi partecipare al Bando ISI Inail se:

- hai già partecipato al Bando ISI Inail degli anni passati ottenendone i contributi;

- hai ottenuto il finanziamento del Bando FIPIT 2014 (per piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei. Fonte: Inail);

- sei un titolare di un'azienda agricola e hai ottenuto i contributi del Bando isi Agricoltura;

- hai ricevuto altri finanziamenti pubblici sul progetto che presenti per quest'anno.

L'asse del Bando inerente l'amianto finanzia solo progetti in cui sono previste le due attività.

Purtroppo il Bando Inail non contempla questo caso. Gli interventi devono essere effettuati presso il luogo di lavoro dove la tua impresa esercita l'attività.

No. Gli interventi devono essere effettuati presso il luogo di lavoro dove la tua impresa esercita la propria attività.

Per rispondere a questa domanda devi a tua volta chiederti: “Perché devo rinunciare all'opportunità di ottenere i contributi per i lavori?”

Quindi...

Se ti consiglia di farlo agisce nel tuo interesse... se ti dice di non farlo allora significa che:

- non vuole darti l'opportunità di ricevere i contributi del Bando;

- non si vuole assumere la responsabilità del click day per tuo conto;

- non ha a cuore la tua situazione.

Ok un consulto ma occhio alla risposta!

Se sei in affitto puoi e dovresti partecipare al Bando Inail.

Può richiedere il contributo esclusivamente l'azienda che esercita l'attività lavorativa all'interno dello stabile.

La nostra percentuale di successo è del 60%.

Ti facciamo notare però che NON si può garantire l'ammissione al finanziamento della tua azienda in lista S.

Chi afferma il contrario ti sta dando un'informazione non corretta!

Purtroppo non si può sapere se il giorno del click day la connessione internet avrà o no dei problemi.

Il consiglio è di usufruire di una rete con velocità di connessione elevata.

No, l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici non è finanziabile col Bando Inail.

Si. Per le pratiche riguardanti la perizia giurata e la rendicontazione dei lavori è richiesto un pagamento.

Certamente!

Se il tuo progetto prevede una spesa di investimento pari o superiore a 30.000 euro puoi richiedere all'INAIL un anticipo pari al 50%.

Non sarai obbligato in alcun modo. Una volta verificato che non sei nella lista delle “S” la pratica verrà ritenuta automaticamente risolta.

Se sfortunatamente non passerai il click day, non verrai segnalato e nemmeno inserito in liste di aziende da controllare.

Quello che potrai fare sarà:

- Eseguire comunque i lavori. Con Ekonic se non passi il Bando ma vuoi eseguire lo stesso i lavori puoi avere accesso ad altre agevolazioni.

- Attendere l'anno successivo e riprovare.

Se arrivi a pari merito con altre aziende verranno valutati in quest'ordine i seguenti criteri:

- finanziamento richiesto minore;

- importo del progetto maggiore;

- data di iscrizione meno recente alla Camera di commercio o agli appositi registri;

- possesso del rating di legalità.

Non hai bisogno di molte carte per chiudere la tua domanda.

L'Inail richiede solamente la documentazione che attesti l'avvenuta chiusura del progetto.

Al netto di ulteriori richieste da parte dell'ente, di seguito ti mostriamo un breve elenco di quello che ti serve:

 - Fatture e Quietanze firmate dal legale rappresentante

- Estratto conto con indicazione dei pagamenti

- Certificato di chiusura lavori, o acquisto effettuato

- Formulari di smaltimento

L'intero importo del finanziamento verrà accreditato sul conto corrente della tua azienda dopo che l'Inail avrà dato esito positivo alla verifica della documentazione attestante la realizzazione del progetto.

Tempistiche: almeno 90 giorni per la verifica dei documenti ed eventuali disposizioni dell'Inail stessa.

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